« E se vale la pena rischiare, io mi gioco anche l'ultimo frammento di cuore »
E. Che Guevara
POETICA EVERSIVA
« E se vale la pena rischiare, io mi gioco anche l'ultimo frammento di cuore »
E. Che Guevara
Ti hanno addestrato
ad essere ubbidiente.
O almeno ci hanno provato,
in ogni modo possibile.
Senza comprendere forse,
neanche loro, che il rispetto
è una conquista.
Non una coercizione.
E che l'ubbidienza acritica,
come mera pratica di sottomissione
è probabilmente la forma d'azione
più mortificante per il genere umano.
Oggi. Che sei un adulto.
Prova a chiederti,
almeno per un attimo,
se gli automatismi che attui
per essere una “brava persona”,
accettata e approvata,
Li valgono. I tuoi sforzi.
Li valgono per davvero,
considerando il costo che hanno
sull'appiattimento della tua coscienza.
Se la risposta non ti soddisfa,
allora oggi stesso cimentati
nell'agire un minuscolo, irriverente,
sovversivo, atto di disobbedienza.
Così. Giusto per capire.
Che sapore ha.
The Lighthouse*
Da grande voglio essere.
Una sfatatrice
Di luoghi comuni.
Una datrice
Di coraggio. E sole.
Una picconatrice
Di cartelli di divieto.
Una sfilettatrice
Di aspettative altrui.
Una coloratrice
Di spazi grigi.
Una ritrovatrice
Di sogni perduti.
Una navigatrice
Di mari solitari.
Un'espansrice
Di coscienze e animi.
Uhm. Inopinato.
Ed ambizioso.
E nel frattempo?
Nel frattempo.
Scrivo.
The Lighthouse*

Il Vento dentro.
Quel sottile senso di inquietudine, di nostalgia
che non sai per cosa o per chi, ma c'è.
Quel sentirti un po' estraneo, un po' diverso,
che ti spinge ad opporre una parte di te
alla casella in cui hanno bisogno di infilarti.
Qualcuno lo sente di più, il vento dentro.
E lascia, suo malgrado, che soffi.
A divellere. Sradicare. Demolire.
Staccionate e steccati
stereotipi e cliché
aspettative e storie
di principi e principesse.
Potente. Impetuoso. A volte tormentoso.
Ma nonostante tutto necessario.
Perché sa solleticare e far ridere il cuore
il vento dentro.
E vuoi mettere?
L'hai mai visto, e sentito,
un cuore che ride?
The Lighthouse*

No Grazie.
Quello che desideri darmi
non mi nutre realmente.
Va piuttosto a rinforzare
l'idea che hai di me.
Che comincia a starmi stretta, sai?
Perché scopro ogni giorno di più
che tutto ciò che metto in atto
per rassicurare il mondo
sul fatto che da me non avrà sorprese,
eccessive difformità
e tradimenti concettuali,
tradisce tuttavia la mia. Di natura.
La mia autenticità. La mia sete di scoprirla
la verità reale delle cose.
Quella che nessuno ti racconta.
Che sta al di sotto
della rilucente patina farlocca
alla quale dovrei credere ed aderire
per essere considerata una brava persona.
Adattata e responsabile.
Grazie. Ma come si suole dire - Anche no.
E non è una scelta facile, bada bene.
Ci sono giorni in cui me lo chiedo,
se il gioco la valga la candela.
Se la fatica che il mio oggi comporta.
Se gli occhi straniati dei più e il loro scuotere la testa.
Se la solitudine, necessaria e conseguente,
siano compagne di viaggio realmente amene.
Sono tuttavia momenti fugaci. Umani.
Perché tra il cielo rassicurante e piatto che mi offri
e la volta della mia anima
puntellata di stelle sussurranti e vivide,
non posso che dare voce. Agli aquiloni interni.
Al loro desiderio di sfondi illimitati.
E so. So nel profondo. Che nascere viandante
di linee interstellari.
Cantrice bizzarra di onirici sentieri,
porta nomee dannate.
Ma i bisbigli di un cuore. In ridestata vita.
Hanno urgenze. Ed echi.
Impossibili da ignorare.
The Lighthouse*


Mi chiedi. L'idea che ho.
Della bellezza. E dell'armonia.
Sai. Ai miei occhi curiosi
La bellezza non è un labbro
sgraziatamente turgido.
Né una fissità di sguardo
da tossina inoculata.
Non è un corpo martoriato
da ore e ore. Di sfiancante sforzo.
O di sfibranti inedie.
Questa è scelta ideologica
consapevole o meno.
Volta ad uniformarsi
al comune senso estetico.
Allo stereotipo. Standardizzato.
Di un tirannico sistema.
- Lo faccio per me stessa.
Mi racconti con enfasi.
Ed io fingo di crederci.
E rispetto la tua idea.
Che male c'è.
A volersi allineare
ad una legge omologante.
Che porta a pensare. E a sentire.
Che la sicurezza ed il benessere interiore
siano elargiti da sguardi esterni.
Rassicurati a loro volta
da un senso
di banale corrispondenza.
Fingo di crederci.
E rispetterò sempre.
La libertà d'espressione di un'idea.
Originale. O meno.
Ma sostanzialmente allergica. Ahimè.
Per dissidente genia.
A qualsivoglia forma di tirannide oppressiva.
Scelgo. Semplicemente scelgo.
Altre vie.
E mi trovo bellissima.
Di una disarmante. Sfacciata. Libera.
Avvenenza.
The Lighthouse*

Mentre la vita ti scorreva addosso,
di quante storie hai riempito
il tuo giardino immaginario,
rendendolo straordinario, vivido, rigoglioso.
Rilucente di onde cromatiche e narrazioni
che li hanno di volta in volta
salvati i tuoi effimeri equilibri,
generando una sofisticata maestria
nell'arte del rimandare, del giustificare,
del domare emozioni roboanti.
Bene. Perché forse oggi è giunto il tempo
di riaccenderle le stelle,
e prenderla per mano quella protagonista segreta
coraggiosa ed impavida,
conducendola verso la concretezza della vita.
Ora che hai accontentato, curato, nutrito
una marea di esseri ed aspettative,
al di là di qualsivoglia ragionevolezza,
è giunto il tuo. Di tempo.
L'ora di trasferire sul piano di realtà
la visione onirica che hai continuato
a coltivare segretamente.
Ed è molto più semplice di quanto tu creda.
Basta ignorarli gli sguardi attoniti di chi vedeva
in te solo la punta. Del profondo iceberg
che in realtà sei.
Fare un respiro profondo.
Saltare oltre la paura.
E scegliere. Te stessa.
The Lighthouse*

Liberala.
Lascia che esca allo scoperto.
Che si esprima, finalmente.
Ha cercato di proteggerti
per un sacco di tempo.
Spargendo blocchi, limiti,
e cautele necessarie.
La parte ferita. Infantile.
Che crede di aver bisogno
di essere amata, accettata, guardata.
Vuoi ancora costringerla
A guidare la tua vita?
A nasconderti trottoline e coriandoli?
Risate gorgoglianti e salti nelle pozzanghere?
Desideri davvero?
Sacrificarla sull'altare
di ciò che può pensare il mondo.
Che definisce follia
tutto ciò che non può controllare
e catalogare. Dentro prevedibili schemi.
Ma chissenefrega.
Tutto attaccato con due esse.
Chissenefrega.
Di ciò che può pensare il mondo.
Da quanto tempo è che non fai qualcosa
che hai veramente voglia di fare?
Oltre. Il recinto in cui ti sei costretto?
Da quanto tempo è che non giochi?
Che non Balli? Che non Fai le boccacce?
E sopratutto che non ridi?
Sguaiatamente, irrefrenabilmente?
Sai quando inizi. E non riesci a controllarti?
E più ci provi e più ridi?
E una parte di te cerca di spiegartelo.
Che non è opportuno. Non si fa.
Ma il tuo cuore. Finalmente.
Genera un potente Echissenefrega.
Tuttoattaccato.
Ecchissenefrega.
Del mondo che ti guarda.
The Lighthouse*
Ti hanno addestrato
ad essere ubbidiente.
O almeno ci hanno provato,
in ogni modo possibile.
Senza comprendere forse,
neanche loro, che il rispetto
è una conquista.
Non una coercizione.
E che l'ubbidienza acritica,
come mera pratica di sottomissione
è probabilmente la forma d'azione
più mortificante per il genere umano.
Oggi. Che sei un adulto.
Prova a chiederti,
almeno per un attimo,
se gli automatismi che attui
per essere una “brava persona”,
accettata e approvata,
Li valgono. I tuoi sforzi.
Li valgono per davvero,
considerando il costo che hanno
sull'appiattimento della tua coscienza.
Se la risposta non ti soddisfa,
allora oggi stesso cimentati
nell'agire un minuscolo, irriverente,
sovversivo, atto di disobbedienza.
Così. Giusto per capire.
Che sapore ha.
The Lighthouse*

Mentre la vita ti scorreva addosso,
di quante storie hai riempito
il tuo giardino immaginario,
rendendolo straordinario, vivido, rigoglioso.
Rilucente di onde cromatiche e narrazioni
che li hanno di volta in volta
salvati i tuoi effimeri equilibri,
generando una sofisticata maestria
nell'arte del rimandare, del giustificare,
del domare emozioni roboanti.
Bene. Perché forse oggi è giunto il tempo
di riaccenderle le stelle,
e prenderla per mano quella protagonista segreta
coraggiosa ed impavida,
conducendola verso la concretezza della vita.
Ora che hai accontentato, curato, nutrito
una marea di esseri ed aspettative,
al di là di qualsivoglia ragionevolezza,
è giunto il tuo. Di tempo.
L'ora di trasferire sul piano di realtà
la visione onirica che hai continuato
a coltivare segretamente.
Ed è molto più semplice di quanto tu creda.
Basta ignorarli gli sguardi attoniti di chi vedeva
in te solo la punta. Del profondo iceberg
che in realtà sei.
Fare un respiro profondo.
Saltare oltre la paura.
E scegliere. Te stessa.
The Lighthouse*

Non puoi piacere a tutti.
Non puoi andare d'accordo con tutti.
È talmente evidente.
Comunque tu la pensi,
sei un campo di energia
costituito da atomi e molecole,
che hanno pesi differenti e vari.
E modi difformi di interagire
col campo esterno.
Ecco perché, istintivamente,
quando incontri un altro essere,
provi simpatia e attrazione
o fastidio e avversione,
o calma piatta assoluta.
Significa che i tuoi recettori si sono messi all'opera.
E che il tuo campo ha “fiutato”
il flusso energetico che ha accanto,
segnalandoti immediatamente
la sensazione che gli ha suscitato.
È questa è scienza,
in lapalissiana formulazione.
Fin dalla nascita, tuttavia,
per uno strano gioco del paradosso,
ti viene inculcato
che devi piacere a tutti.
Che più persone ti accetteranno
e ti sorrideranno,
più ti sentirai al sicuro.
Fra pari e simili.
Ecco perché la smetti
di fidarti dei tuoi recettori
e del tuo sentire profondo,
e diventi un seriale accattone.
Uno spasmodico questuante
di attenzioni,
e parole di approvazione,
e vacui sorrisi.
Assodato tuttavia,
che per scientifica definizione,
non puoi piacere a tutti
e non puoi farti piacere tutti,
prova a chiudere gli occhi.
Fai un bel respiro. Placa la mente.
Ed inizia a fare una lista.
In ordine di reale gradimento.
Di chi ti fa bene.E chi no.
E comincia a sfrondare. Senza paura.
Diventando il magnifico giardiniere
del tuo spazio sacro.
Smettendo di mentire.
A te stesso e agli altri.
The Lighthouse*

Non accontentarti. Ti prego.
Non cedere. Fallo per te.
Non darla vinta
a chi ritiene che la vita sia,
debba essere, sacrificio
fatica, piattezza.
Aspettare il sabato.
E tremare la domenica,
quando tutto
sta per ricominciare.
Non adattarti. Non rassegnarti.
E chi se ne frega se tutti lo fanno.
Chissenefrega. Tu non sei tutti.
Tu continua a sognarla
la vita che vuoi.
Qualunque età abbia.
Qualsiasi metallo pesante
abbia dovuto ingoiare.
Non cedere al ricatto. Non farlo.
Continua a resistere dentro.
Sorridi. E resisti.
Perché nessuno. Nessuno.
Ha il diritto di raccontarti
come la vita deve essere vissuta.
Continua a cercare. A vaneggiare.
A leggere. Ad essere curioso.
A sentirla col cuore la musica.
A viaggiare. A dire di no.
A circondarti di esseri veri.
Che parlino di sogni, progetti,
visioni e possibilità.
E vedrai. Che accadrà.
Che un mattino improvviso
ti sentirai più coraggioso. E vivo.
Pronto a saltare. Al di là della paura.
Verso Te stesso.
The Lighthouse*
